La Valle dell'Inferno

...rappresenta una delle più suggestive passeggiate del complesso vulcanico Somma-Vesuvio perché è poco battuta e perché qui si vive l'imponenza del vulcano osservando dal basso il Monte Somma e il Vesuvio.

Essa è parzialmente invasa dalla lingua di lava dell'ultima eruzione del 1944, colonizzata dal lichene Stereocaulon vesuvianum. Il sentiero nel primo tratto si sviluppa in una pineta, in forte pendenza con tornanti che attraversano il Vallone Tagliente, su una strada asfaltata per i primi 600 metri dopo i quali il percorso diviene sterrato. Raggiunto il Largo dedicato al finanziere Angelo Prisco, assassinato dai bracconieri nel 1995, si prosegue a sinistra su un tratto agevole lungo il quale si nota la presenza dell'ontano napoletano. Un grande slargo invaso da depositi piroclastici rappresenta la meta ravvicinata.

Proseguendo si incontra un tratto a pendenza variabile che attraversa una macchia a ginestre da cui si ammira il Vesuvio e si osservano le bocche laviche del 1906 e la cupola lavica del 1929. Al termine del ginestreto è posta la meta intermedia.

Si imbocca in salita il percorso della Strada Matrone che risale agli anni ‘20-'30 e che è panoramico per tutta la sua lunghezza.. Al bivio, lasciata la Strada Matrone, si prosegue lungo uno sterrato che fiancheggia le pendici del Vesuvio. Intrapresa in discesa una deviazione sulla destra si entra nella Valle dell'Inferno.Risalendo si raggiungono i Cognoli di Levante sui quali è posta la più bella formazione di lava “a corda” del Vesuvio incisa da una profonda crepa in cui alloggiano numerose specie di felce. Il percorso prosegue con una serie di saliscendi che immettono sul tracciato dell'andata sino la meta d'itinerario.